Le situazioni bloccate o dolorose nella nostra vita sono la concretizzazione materiale delle memorie dell’Anima che desidera che noi le accettiamo per poterle trasformare. Ma come?

La PMT – Pyramidal Memories Transmutation (Trasmutazione Piramidale delle Memorie) diffusa in tutto il mondo dal terapeuta parigino Joel Ducatillon e presente in Italia dal 2005 – è una tecnologia evolutiva della quinta dimensione che trasmuta, trasforma e permette di farci integrare e abbracciare progressivamente queste memorie, unicamente nell’ordine voluto dall’anima.
Già dalla prima seduta, circa il 50% delle vecchie memorie presenti in quel momento nella sala piramidale entra in un processo di auto-trasmutazione e ci vogliono circa ventun giorni per completare questo lavoro interiore. L’obiettivo della PMT è quello di ricordare e sentire nuovamente Dio o lo Spirito dentro di noi, eliminando e trasmutando dalla memoria dell’Anima i paradigmi associati ai traumi e alla sofferenza. Dopo alcune sedute, la vita delle persone cambia perché le loro vibrazioni sono più pure ed essi progressivamente vengono orientati là dove devono trovarsi. La pulizia energetica ha un’influenza positiva pari al 90% sui corpi mentali ed emozionali, all’80% sul corpo eterico e al 60% sul corpo fisico.

La PMT, dunque, è una tecnologia quantica che permette di elevare il nostro livello vibrazionale e di consapevolezza trasmutando le vecchie memorie cellulari, fonti di blocchi e innalzando di vibrazione le memorie cellulari dell’Anima attraverso i codificatori ADN 850. Questi ultimi sono dei piccoli cilindri di vetro soffiato che, grazie ai 14.144 codici matematici e geometrici in essi contenuti, servendosi di combinazioni basate sul suono e sulle lettere dell’alfabeto ebraico, trasportano in modo quantico i corpi energetici verso un’ottava di vibrazioni superiori. All’interno della sala di trasmutazione piramidale, attivando l’energia magnetica del corpo di Luce o Anima, molto più elevata di quella elettrica della mente, le memorie cellulari aumentano di densità nello spazio attorno alla persona, così da poter essere intercettate dall’encoder o DNA di luce, che lavora proprio come un “aspirapolvere energetico” che riceve e trasmuta ciò che è denso e ombroso in energia luminosa. E’ sufficiente creare una piramide eterica all’interno della quale la persona, passivamente, è seduta; mentre chi conduce opera con un cristallo o codificatore ADN 850 a una distanza di due metri. All’interno di una seduta di quaranta minuti, l’operatore agisce in questo spazio e brucia le antiche memorie limitanti – definite da Joel “briciole del karma” – con l’ausilio del suo codificatore ADN 850. Così il campo magnetico dell’Anima si alza di frequenza e si potenzia, attirando nella vita quotidiana solo ciò che è meglio per la persona.

La PMT è una tecnologia evolutiva. In questo lavoro né la persona né l’operatore influiscono in alcun modo, qualunque siano il loro livello o le loro intenzioni. Occorrono sette sedute introduttive per cominciare a sgrossare l’insieme dei blocchi e, continuando, ogni sette sedute la persona fa un vero e proprio “salto quantico”, innalzando in modo tangibile la sua frequenza energetica e migliorando per sempre la qualità della sua vita.

IL “GIOCO” DELLE MEMORIE

Sia l’Acqua Diamante – ideata sempre da Joel Ducatillon e diffusa in Italia dal 2006 – che la PMT sciolgono i blocchi delle nostre memorie cellulari, permettendo di trasmutarle. Ma cosa sono le “memorie cellulari”? MT” e nel sito: www.liberamenteservo.it “Agli inizi del XX secolo, due noti Maestri hanno parlato apertamente delle memorie cellulari, si tratta di Mére e Sri Aurobindo. Oltre a questo, sono considerati pionieri d’insegnamenti riguardanti il sovramentale, la sovracoscienza, e la nuova razza che popolerà il pianeta terra. Essi ci hanno insegnato che il corpo fisico è il laboratorio alchemico indispensabile all’anima per trasmutare le sue memorie karmiche e procedere nella sua evoluzione. Se l’umanità avesse appreso e praticato questi insegnamenti, oggi il mondo sarebbe ben diverso e non avremmo alcun bisogno di tecnologie di supporto alla nostre evoluzione. Prendiamo buona nota che le cose, purtroppo, non sono andate così.

Le memorie cellulari sono dunque informazioni che l’anima incarna scegliendo un DNA geneticamente compatibile con le proprie scelte evolutive. Come molti maestri insegnano, l’anima prima di incarnarsi sceglie i propri genitori e non solo questi. 
In verità l’anima ricerca il terreno genetico che meglio le consentirà di esprimere nella carne le memorie karmiche che desidera trasformare con la vita che sta per sperimentare. 
Sono proprio queste memorie che ci manipolano e ci attirano degli avvenimenti che noi non controlliamo e che generalmente non vogliamo, perché spesso si tratta di avvenimenti sgradevoli, ostacoli, fatiche, prove difficili, sofferenze. Sebbene tutto ciò non sia esattamente di nostro gradimento, tali situazioni sono esattamente quelle indispensabili all’evoluzione della nostra anima.

Sta a noi elaborarle subendo la sofferenza, oppure accettarle, accoglierle e trasmutarle consapevolmente per mezzo della potenza alchemica dell’Amore. 
Al fine di raggiungere una tale capacità, è necessario comprendere ed accettare la Verità Spirituale che « ogni avvenimento, ogni situazione della nostra vita non è frutto del “caso” e non scaturisce all’esterno di noi.». Le nostre proiezioni energetiche vanno ad alimentare il comportamento del mondo “esteriore” e si uniscono in potenti egregore (un insieme di forme pensiero) con le irradiazioni del resto dell’umanità. Bene lo sapevano gli antichi Esseni e grazie a Gregg Braden questa scienza è giunta fino a noi con il nome di “Sette specchi Esseni”.

Gli stessi Mère e Aurobindo negli anni ‘20 e ‘30 insegnavano a riconoscersi nell’altro, ossia a praticare la formula del Maestro Morya: «Cosa non amo di me in te?» 
In altre parole, sì tratta di trovare in tutto ciò che ci circonda ciò che non si ama; ciò che non si ama è qualcosa che abbiamo dentro di noi ma che in generale non è “trasformato”. Ciò che non amiamo è facilmente riconoscibile, poiché provoca in noi una reazione. La reazione è lo specchio più evidente di cui disponiamo. Spendo qualche parola di conforto riguardo a quest’aspetto, poiché in questi ultimi tempi le mie esperienze mi hanno fatto comprendere che una massa critica di persone è stata raggiunta.
Ovviamente reputo che ciò sia di buon auspicio per il futuro dell’umanità.