• Presentati: chi sei?
Mi chiamo Francesca Mancini e sono un’insegnante Yoga.
Dal 2010 mi sono istintivamente avvicinata alla pratica di questa meravigliosa disciplina, perché sentivo che nella mia vita mancava qualcosa. Da qui è nata una passione che da subito è andata oltre la pratica sul tappetino, diventando una filosofia di vita. Il desiderio di aiutare anche gli altri a stare meglio con sé stessi, mi ha portata a conseguire il Diploma di Insegnante Yoga presso la scuola di Bettina Pfaff.
Ho inoltre poi ottenuto l’attestato di specializzazione in Yoga per la Gravidanza, per aiutare le future mamme a vivere con consapevolezza questo meraviglioso periodo della loro vita, e ho partecipato al corso di formazione Yoga per Bambini, tenuto da Lorenza Corsini diplomata R.Y.E.
Continuo a migliorare la mia esperienza attraverso la partecipazione a corsi, workshop e seminari, ma soprattutto attraverso il contatto con le persone e la condivisione della pratica.
Il mio stile di yoga si chiama Yoga Flow; Flow significa fluire in maniera dolce ed equilibrata attraverso una sequenza di posizioni classiche (asana )dell’ hatha yoga, che si susseguono come in una coreografia armonica guidata dal respiro. Conduco corsi diurni e serali presso la DESIO BACK SCHOOL A DESIO.
Nutro un grande interesse per la filosofia yoga, per la scienza Ayurveda e per tutte le discipline olistiche in generale.
Per me insegnare yoga è un grande nutrimento per l’anima.

• Come definiresti lo yoga?
Yoga per me significa consapevolezza; è un percorso di crescita spirituale e di risveglio.
Viviamo gran parte della nostra vita senza accorgerci di noi stessi; con il corpo siamo in un posto, ma con la mente altrove, compiamo ogni gesto, anche il più banale, senza averne coscienza, guardiamo, ma non vediamo, non ascoltiamo i messaggi che il corpo ci invia e soprattutto diamo poca importanza al respiro, restando quasi in apnea la maggior parte del tempo.
Eppure la chiave è proprio il respiro…è la connessione più elementare con la vita. Portando attenzione al respiro, riscopriamo la bellezza di ogni singolo istante, prestiamo ascolto alle nostre sensazioni, al nostro corpo, alle nostre emozioni…semplicemente possiamo guardarci dentro, prendere consapevolezza di noi stessi e scoprire che c’è un luogo dentro di noi calmo e silenzioso. Un luogo che è sempre stato lì, perché lo yoga non ci trasforma in qualcosa di diverso, ma ci porta a ritrovare la nostra vera natura di gioia, pace e chiarezza. Qualcuno definisce questa presa di coscienza come un “ritorno a casa” ed è proprio quello che ho provato anch’io.

• Elemento fondamentale nello yoga é il respiro: come è possibile trasportare questa attenzione nella quotidianità?
Portare attenzione al respiro ci aiuta a restare nel momento presente. Nella vita quotidiana tendiamo a trattenere il respiro, chiudendoci così all’esperienza che stiamo facendo. Se invece respiriamo pienamente, percepiremo le cose con maggiore pienezza.
Nei momenti di difficoltà o di disagio tendiamo a fuggire e ad allontanarci dalla realtà che stiamo vivendo; quando siamo imbottigliati nel traffico, in coda alla cassa del supermercato o mentre stiamo tenendo una posizione impegnativa, invece di lasciarci prendere dall’impazienza, dal fastidio o dallo scoraggiamento e perderci nei nostri lunghi monologhi interiori, possiamo calmare e stabilizzare il respiro, e ricordarci ciò che realmente sta accadendo in quel preciso momento: siamo lì, semplicemente inspirando ed espirando.
Respirando pienamente riscopriamo la bellezza di ogni singolo istante, di ogni singolo pensiero o sensazione. Smettiamo di rimuginare sul passato, o fantasticare sul futuro, diventiamo realistici e impariamo ad accogliere ciò che arriva per quello che è.
Con questa nuova consapevolezza ci apriamo ad ogni esperienza che arriva, sia piacevole che spiacevole. Capiamo così che non possiamo controllare quello che ci succede, ma la nostra reazione si.

• Abbiamo potuto leggere sui giornali e vedere in tv dibattiti riguardo all’inserimento dello yoga in alcune ore di educazione motoria alla scuola primaria, così come arzilli 80enni avere una flessibilità incredibile: ma lo yoga quindi davvero non ha età?
Certo, lo yoga non ha età, perché non è una disciplina meramente fisica. Il corpo è solo uno strumento, per fare un lavoro che agisce su piani più sottili. Se lo Yoga fosse un tempio, le asana (le posizioni fisiche) ne rappresenterebbero solo la porta.
A lezione cerco sempre di far capire che bisogna adattare le posizioni yoga al nostro corpo, e non il contrario.
Anche la pratica ha le sue stagioni, e ognuno di noi ha esigenze diverse a prescindere dall’età. Ormai ci sono stili di yoga per ogni necessità, dal più impegnativo a livello fisico al più meditativo, introspettivo e ristorativo.
C’è spesso la convinzione che fare yoga voglia dire fare posizioni spettacolari. Questo va bene se serve a sviluppare forza, concentrazione e fiducia in sé stessi, e non a nutrire il proprio ego.
Una bellissima frase dice “pratica avanzata è ogni movimento che ti porta più vicino al riconoscimento del tuo vero Sé”.

• Yoga ed educazione 0-100: esiste un nesso? A che cosa può educarci questa pratica?
Lo yoga aiuta a sviluppare nei bambini, e anche negli adulti, la consapevolezza del proprio corpo e del respiro.
Il bambino viene accompagnato a prendere coscienza di sé e del mondo esterno, a imparare a rispettare spazi e tempi sia propri che degli altri, instaurando un clima di rispetto e di solidarietà all’interno del gruppo.
Le esperienze di rilassamento e di interiorizzazione che lo yoga offre aiutano a calmare l’agitazione, ed educano a riconoscere, capire e gestire le emozioni; si migliora inoltre la resistenza, la coordinazione, la flessibilità, la concentrazione e si sviluppa fiducia in sé stessi.
Credo che con lo Yoga i bambini di oggi possano diventare gli adulti più consapevoli del domani.